1. ╬ STADIODROME ╬

    Stadiodrome_Silvio Giordano_
    Stadiodrome è la rappresentazione perfetta di quello che accade quando si tende a idolatrare ciecamente una realtà e un proprio modo di essere. Silvio Giordano esplora il sottile confine che corre tra la fede e il bisogno dell’uomo di sentirsi parte di un qualcosa di più grande. Se vogliamo la sua è un’indagine sensibile e attenta della tipica domenica italiana che si divide, come in un moderno agone, tra il momento del rito religioso e il culto della propria squadra del cuore.

    A ben vedere le due non sono poi così distanti, entrambe del resto sono portate avanti con ferrea dedizione e passione. Stadiodrome ci pone infatti di fronte all’esigenza di chiederci cosa spinga a vivere il proprio credo, di qualunque natura sia, fino ai suoi esiti più estremi: la passione cieca e il sacrificio. I cori degli stadi, i fumogeni e la concitazione del battere di mani fanno da cornice a elementi che richiamano da subito alla memoria simboli della religione cattolica senza però risultare offensivi.

    Quella di Silvio Giordano non è una provocazione fine a se stessa, ma cerca piuttosto di essere un modo di stimolare chi guarda e di porre soprattutto il seme del dubbio riguardo alla direzione verso la quale stiamo andando. E se ci stessimo prendendo tutti troppo sul serio?

    Testo di Carolina Orlandini
    2012

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    GoalGota_Scultura in palloni di cuoio _300 x 200 cm_Silvio Giordano

    Antemprima su CINEVISIONI MAGAZINE

    http://www.cinevisionimagazine.com/#!Stadiodrome-di-Silvio-Giordano/c1sgm/0B540A93-5D57-484A-847E-8A77F1A6A530

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  2. The silver Mirror II_Silvio Giordano 2013

    Lambda print on dibond_Lipstick on Plexiglass

    130x100 cm

    Stampa lambda su di bond_Rossetto su Plexiglass

     
  3. EUDAIMONIA

    Stampa Lambda su Dibond
    130x130 cm
    Scultura in pasta di Rossetto_Red Devil
    The Silver Mirror Project
    Silvio Giordano
    2014

    eu (bene) e daimon ( demone)
    Tirar fuori il proprio Daimon. Il “buon demone” . Far fiorire le proprie virtù.
    Se nel corso della vita il proprio demone ha una buona (eu) realizzazione si raggiunge la felicità (eu-daimonia), che dunque non risiede fuori di noi nel raggiungimento delle cose del mondo (piaceri, soddisfazioni, salute, prestigio, denaro), ma nella buona riuscita di sé, perché, come chiarisce Democrito: ” Felicità e infelicità sono fenomeni dell’anima”…la quale prova piacere o dispiacere a esistere a seconda che si senta o non si senta realizzata. La realizzazione di sé è dunque il fattore decisivo per la felicità.
    L’idea classica di felicità eudaimonica è, dunque, molto diversa dall’idea, oggi dominante, di felicità come sinonimo di piacere (felicità edonica). La felicità eudaimonica è legata alla “fioritura umana”, all’autorealizzazione virtuosa, ottenuta, cioè, in un contesto di civile convivenza e attraverso comportamenti etici.

    Lambda print on Dibond
    130x130 cm
    Sculpture paste Rossetto_Red Devil
    The Silver Mirror Project
    Silvio Giordano
    2014

    eu ( good) and daimon (demon)
    Pull out your Daimon . The “good demon ” . Their virtues to flourish .
    If in the course of your life demon has a good (eu) realization is achieved happiness (eu - daimonia ), which therefore does not lie outside us in achieving the things of the world ( pleasure, satisfaction, health , prestige, money ) but in the success of himself, because, as Democritus explains : ” Happiness and unhappiness are the phenomena of the soul” … which feels pleasure or displeasure to exist depending on whether you feel it or you do not feel fulfilled. The realization of self is therefore the decisive factor for happiness.
    The classical idea of happiness eudaimonica is , therefore , very different from the idea , dominant today , happiness as a synonym for pleasure ( hedonic happiness ) . Eudaimonica happiness is tied to ” human flourishing ” , to self- righteous , obtained , that is, in a context of civil coexistence and through ethical behavior .

     

  4. GASTROFRENIA_ | Videoperformance

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    GASTROFRENIA _2011
    Performance ideata e Realizzata da Silvio Giordano
    In collaborazione con Whyz Studio

    Palazzo della Provincia di Milano
    Palazzo Isimbardi
    Conferenza Stampa festival IMAF e Mostra Sport Your Food

    "Gastrofrenia" è una performance live dove immagini di alimenti, cibo, animali e corpo umano vengono trasformati, manipolati, cucinati, distrutti  e costruiti in tempo reale da Silvio Giordano.
    L’artista utilizza una tecnologia progettata per interagire con una immagine videoproiettata ed un wiimote ( tecnologia della Nintendo wii ) e una penna ottica che funge da pennello/manipolatore. imageUna tecnologia inventata da Johnny Chung Lee e sviluppata dal gruppo di www.whyz.org.
    Gastrofrenia è una performance che indaga le mutazioni del cibo dell’alimentazione e del corpo, a metà tra una lezione di cucina e di anatomia video proiettata, un dipinto live, e una presentazione interattiva.

    I temi sono l’alimentazione, la trasformazione del cibo, il corpo umano, la vita e la morte.
    2011

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    Link event

    http://www.youtube.com/watch?v=3UBipk8w1FA

     

  5. Solve et Coagula_Silvio Giordano 2013

    La stella rovesciata è anche il simbolo di Baphomet. La parole che accompagnano questa figura misteriosa sono: “Solve e Coagula” Sciogliere (trasformare cioè il solido in liquido) e Coagulare (trasformare il liquido in solido) sono due passaggi necessari del processo alchemico – che mira a trasformare la pietra in oro o, in termini esoterici, un uomo profano in un uomo illuminato. Baphomet rappresenta infiniti simboli come: L androginia; La potenza Serpentina, Pan e Mercurio; la Saggezza, la Ribellione, il Sole e la Luna congiunti; Diavolo nei tarocchi, l’Uovo Orfico; l’Alfa e l’Omega, il delfino del mare; la Squadra ed il compasso, La fenice che risorge dalle sue ceneri. Ho cucito sulla mia mano questo simbolo.

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    Solve et Coagula 2013_Silvio Giordano

    The inverted star is also the symbol of Baphomet. The words that accompany this mysterious figure are: "Solve and Coagula Dissolve (ie turn the solid into liquid) and coagulate (turn liquid into solid) are two steps involved in the alchemical process - which aims to turn stone into gold or, in esoteric terms, a profane man in an enlightened man. Baphomet is infinite symbols like: The androgyny, power coil, Pan and Mercury; Wisdom, Rebellion, the Sun and the Moon combined; Devil in tarot cards, the Orphic Egg, the Alpha and the Omega, the dolphin sea, the team and the compass, the phoenix rising from the ashes. I sewed on my hand this symbol.

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  6. Backstage of Musa Sapientum. Installation with 100 babanes.

    On its useful life until death.
    The snake is one of the oldest and most widespread mythological simoboli, being present in most of the cultures with similar meanings. For example, its venom is associated, such as plants and mushrooms, the power to heal, poison, or donate an expanded consciousness. His skin change also makes it a symbol of renewal and rebirth that can lead to immortality. The banana skin in the course of the exhibition will be subject to decay by changing color from green to black.
    (Text by Nila Shabnam Bonetti)

    Il ciclio della vita fino alla Morte.
    Il serpente è uno dei più vecchi e più diffusi simoboli mitologici, essendo presente nella maggior parte delle culture con significati simili. Ad esempio il suo veleno è associato, come le piante e i funghi, al potere di guarire, avvelenare, o donare una coscienza espansa. Il suo cambiare pelle lo rende inoltre un simbolo di rinnovamento e rinascita che può portare all’immortalità. La pelle di banana nel corso della mostra sarà soggetta al deperimento cambiando colore dal verde al nero.
    ( Text by Nila Shabnam Bonetti)

    Thanks to my friend Cedomir _

     
  7. Sistema degli Spiriti__Paper Collage_Silvio Giordano 2013

    Ph. Vincenzo Torsello
     
  8. JESUS REVOLVER_Installation_Silvio Giordano 2013

    " inserisci il volto, scatta una fotografia e diventa l’impersonificazione del dolore cristiano"

     
  9. LOCAL HERO BY SILVIO GIORDANO/ INSTALLATION-SCULPTURE_LIPSTICK ON PHOTO_2013/ Kiss by Daniela Punzi

     

  10. "Local Hero" Installazione/scultura. Silvio Giordano 2013

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    Scultura dimensione reale_Fotografia_Rossetto su Foto_

    Installazione Permanente Museo Civico Palazzo Loffredo.

     

  11. INTERVISTA A SILVIO GIORDANO: l’unica rivoluzione possibile è riscoprirsi romantici


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    • Silvio Giordano 2013 

    La morte, il trapasso hanno una grande centralità nella tua arte, ma non per questo manca il romanticismo dell’atto. Perchè questa propensione? Anche il suicidio è racchiuso nel tuo immaginario?

    Il suicidio è tuttora un argomento che viene liquidato banalmente per una malcelata inquietudine. Il fantasma diabolico della condotta suicidaria credo che passi nella testa di qualsiasi persona nella propria vita, ma spesso viene rimossa o non affrontata perché è continuamente sottoposta ad un giudizio morale. Ecco perché c’è poca comunicazione su questo aspetto umano, perché è sottoposto a rigido giudizio morale sia da parte degli altri e di conseguenza verso noi stessi. Il suicidio non è dettato banalmente da una psicosi, può derivare anche da una crisi sociale e di valori, pensa a tutti gli imprenditori che si sono suicidati ultimamente, lo fanno perché non riescono a tenere più quel tenore di vita di prima, si vergognano e non sono abituati ad altra vita. Spesso il suicidio è anche una richiesta di aiuto, si compie questa azione per una profonda solitudine, sperando o immaginando che al proprio funerale ci siano tutte le persone a cui tieni, vicine tutte insieme in una sola giornata. La condotta suicidaria è dettata da un dolore esistenziale che difficilmente si riesce a reggere ecc. Le motivazioni sul perché ci si toglie la vita sono infinite ed anche irrazionali. Il suicidio per chi non ha mai preso in pugno la propria vita può risultare l’unico atto di controllo su di se e sul mondo.

    image Habitat_Silvio Giordano

    Mi ha colpito molto una tua opera: “Elementi eccedenti in Silvio Giordano”. Da notare che nella sequenza delle tue componenti (non per essere ossessiva) manca la morte, oppure non è un elemento eccedente? Oppure c’è e ha un’ altro volto? Qual è la cosa che non eccede in te e vorresti prendere da un altro altruista donatore?

    Facciamo chiarezza su questo concetto. Cosa è la morte per me? E’ un pessimismo e un nichilismo che sta rastrellando la vitalità di noi esseri umani, siamo vittime di un’omologazione di cibi, di tecnologie e oggetti feticcio, di ideali sbagliati, di mode, pensieri, di social network che ci hanno reso degli eremiti di massa. Tutto a discapito di quello che vorremmo realmente. È una pantomima della realtà. Negli U.S.A. stanno iniziando a costruire solo case di 45 metri quadri perché sono tutti single e non servono case più grandi in America. Troppi single capisci? Siamo davvero eremiti di massa. Tornando al discorso morte invece, Erich Fromm usava parlare di Biofilia e Necrofilia, per farla breve io sono un Biofilo, sono pro-vita. Parlo di morte perché sono il suo contrario. Diversamente il Necrofilo (che non è solo una patologia sessuale) e’ attratto da ciò che e’ morto, cosa vuol dire? Che vuol controllare gli altri perché ha paura di esprimersi a modo suo, vuol rendere inorganico l’organico. (Io faccio il contrario nei mie lavori. Vedi “RAW” dove ho ridato un voce ad un corpo morto o come il mio video Packaging’s Life che porta in vita plastiche morte ecc..) Il necrofilo ama ciò che e’ meccanico ciò che non cresce, ha il suo recinto di regole ben definite, ama la forza perchè può distruggere la vita. Gestisce potere economico perché è l’unico mezzo di ricattabilità che ha sugli altri non avendo personalità e stimoli suoi. Il necrofilo viene a rubare un pò del tuo romanticismo perché non è capace di sua emotività. È anaffettivo. Una volta che ti ha sottratto quello che gli serviva fugge a gambe levate orgoglioso del furto. Perché rubare ormai è una cosa da fighi. L’uomo che non può creare vuole distruggere. Caratteristica del necrofilo è avere più che essere . Il necrofilo entra in contatto con fiori , persone, animali solo se le possiede. Ha paura della vita perché è incrollabile per natura, l’unico modo per controllarla è renderla un bene controllabile o renderla morta. Insomma quando incontrate gente egoista, arrivista, viscida, subdola e morbosa ecc. dategli il giusto nome. Necrofilo.

    Quindi come vedi la morte non è presente tra i miei elementi. Io sono un ottimista catastrofico, cioè nella catastrofe cerco una prospettiva positiva. Alcuni hanno detto che “22 elementi” è un lavoro molto autoreferenziale, io dico che è l’esatto contrario perché implica la conoscenza con gli altri. Dichiaro cosa sono nel bene nel male. Gli altri potrebbero fare lo stesso con i loro elementi eccedenti. È come un biglietto da visita della propria personalità. Un manifesto. Non so, è quasi come sostituire la parola solitudine con solidarietà. Ma per queste cose ci vuol coraggio perché dichiararsi affettuosi in questa società è simbolo di debolezza ( pensa dove siamo arrivati). Per me è il contrario. Cosa vorrei dagli altri? Non saprei, adoro le sorprese in ogni persona, avrei bisogno di pazienza, leggerezza e metodo.

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    • 22 Elementi_Silvio Giordano

    La tua arte non è macabra. Ma questo aggettivo gli appartiene solo perchè ciò che realmente lo è l’uomo. L’uomo nelle tue opere è vanitoso, mostruoso, istintivo, e ciò che fa la tua arte è mostrarne i lati distruttivi e gli effetti divoratori. Cos’ha la malattia di tanto attraente da essere una delle protagoniste delle tue opere?

    Macabro significa anche spaventoso. Siamo spaventati dalla vita e attraversati dalla paura che è come un fulmineo turbamento che si prova quando si avverte un pericolo o un’ ombra che minaccia noi stessi o gli altri. L’uomo è calato nella paura come un corpo nelle sabbie mobili. Questa paura si incarna in malattie fisiche o mentali, siamo tutti malati di qualcosa. La gente si abnega e si castra perché non sceglie per paura di sbagliare. Non scegliendo fa la fine del mito dell’asino di Buridano. Pensa a tutte le follie che sono state fatte per amore. Ci si ammazza, si va in depressione, si mettono figli al mondo per noia. Ma è amore o è patologia? Sono attratto dalla malattia o ne sono circondato? Sai, diabolicamente potrei accordami con qualche industria farmaceutica e inventare un farmaco contro le pene d’amore. Ci sarebbe la fila davanti le farmacie.

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    • The silver mirror Kiss II_Silvio Giordano

    Esiste un film, “Denti” scritto e diretto da Mitchell Lichtenstein, che porta avanti la teoria della tua opera “La porta del diavolo”. Ne hai preso ispirazione o non ne eri a conoscenza? Ci scherzi su senza dubbio, ma credi realmente che alcuni uomini abbiano al loro fianco donne armate di quei denti?

    Nessuna ispirazione, quella è roba commerciale fatta per le masse. È sensazionalismo da botteghino. Al massimo avrei preso spunto da una un lavoro di Serrano, ma neanche perché la mia fotografia è vera, è reale, cioè ho introdotto realmente nella vulva di una donna dei dentini di Dracula da carnevale. Mi spiego meglio, l’uomo ha 2 pulsioni molto forti, e sono sessualità e aggressività, io le ho messe insieme. Molti uomini sentono una competizione/concorrenza con le donne. Se non si risolve l’incontro con il sesso si risolve con l’aggressività (se il rapporto sessuale non è stato consumato) come controllare l’energia libidica? Credo con la sublimazione per esempio. Stando anche a quello che diceva Freud. “Infatti la sublimazione determina lo spostamento di una pulsione aggressiva, e tipicamente di quella sessuale, verso una meta non aggressiva e non sessuale, tendendo ad una valorizzazione a livello sociale quale l’attività artistica o la ricerca intellettuale”. Con l’arte neutralizzo gli istinti bassi elevandomi. E’ sempre un fatto culturale quindi, molti uomini si negano il loro aspetto femminile convinti che la virilità sia tutto. Parlo della mia società ma pensaci bene, ogni microcosmo riproduce un macrocosmo, nel medioriente c’è ancora l’infibulazione, bambine picchiate e sposate con uomini adulti e se ti va bene tuo marito viene di notte mentre dormi e ti scioglie la faccia con l’acido.

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    • La porta del diavolo_ Silvio Giordano

    Nella tua creazione “Jesus’ Formula” appare l’espressione di una funzione piuttosto mitica: pane più pesce elevato ad infinito, costituisce il miracolo di Gesù. Quanto credi che quest’equazione sia credibile oggi? Secondo te Gesù era vegetariano?

    No Gesù non è vegetariano. Gesù si è fatto uomo e si è fatto ammazzare pubblicamente inculcandoci un senso di colpa infinito, da qui il nostro atteggiamento vittimale. Dopo è resuscitato e ci ha convinto che esiste l’immortalità dell’anima. Da qui in poi nessuno essere umano ha più vissuto una vita vera, ma attende cosa succederà dopo. Non vive il presente, ipotizza che ci sarà ancora altra vita. Come è che si usa dire ? “È passato a miglior vita”. Mi spiace deludervi ma non succederà nulla. Siamo nati nel buio, i nostri organi si sono generati nel buio di una pancia e quando moriremo torneremo nel buio di una bara. Chi vive negando di sapere che la vita è una, è un morto che parla lingue sconosciute. Bisogna vivere la vita ora, adesso o mai più.

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    • Jesus Formula_ Silvio Giordano

    Le tue opere mi hanno fatto pensare ad un concetto preciso: il Trionfo della morte, tema iconografico a carattere macabro esistente nel Medioevo, esso in alcuni casi anticipò la peste nera del 1348 che decimò la popolazione europea riempiendo la città di cadaveri. Ciò è conforme allo stile delle tue ispirazioni?

    Ciò che vedevi nei film apocalittici ora è realtà. Inondazioni ovunque, terremoti, uragani, il clima è impazzito. Il livello di tumori è salito sempre più per via dell’inquinamento e dei cibi non controllati, infatti il 40% della popolazione americana è obesa. Noi siamo solo guardoni sterili del disastro ecologico attraverso la tv. La nostra politica è gestita da una banda di scappati di casa e noi siamo appagati da slogan tipo ”salviamo il pianeta” invece lo slogan dovrebbe essere “salviamo noi stessi”. Il pianeta terra ne ha già viste di ogni colore, prima di noi c’erano i dinosauri, meteoriti, diluvi universali, vulcani, ma la terra è sempre qui. Un po’ come Vasco Rossi: ”io sono ancora qua”. Scherzi a parte siamo solo noi a subirne. Una volta avvenuta l’estinzione dell’uomo il pianeta vedrà altre forme di vita rigenerarsi. La terra ha subito e continuerà a subire violenze ma esisterà per sempre, invece l’essere umano sarà un ricordo, un reperto archeologico. Se non agisce la natura ci penseremo noi, nel 2050 saremo 9 miliardi di persone, 3 miliardi in più di adesso. Quindi più consumo di risorse, energia ecc. Le prossime guerre saranno sull’acqua e sul petrolio ecc. Il prossimo diluvio sarà di bombe.

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    • Gastrofrenia_| Frame Video Performances| _Silvio Giordano

    C’è una frase di Søren Kierkegaard che mi piacerebbe che commentassi, dati i tuoi precedenti artistici: “La fede è una corda alla quale si rimane appesi, quando non ci si impicca”.

    Stanislav Lec dice “Un uomo che non sa contare e trova un quadrifoglio ha diritto alla fortuna?” Cosa c’entra dirai? Voglio dire, la fede cos’è? L’abbiamo inventata noi giusto? Ma se io non sapessi cos’è mi ci potrei strozzare? NO, non potrei. Punto.

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    • Agnus Dei_Silvio Giordano

    Quando penso alla vita di un’artista, le mie congetture si fissano spesso su Van Gogh. L’esempio di come un portento non riesca né ad essere notato né a vendere qualcosa che gli garantisca la sopravvivenza. Ciò che ti chiedo è se non avessi avuto una risposta positiva dai fruitori della tua arte, saresti riuscito ad abbandonare o avresti preferito percorrere una carriera, forse, autodistruttiva?

    Perché dovremmo essere notati? Per appagare il nostro ego? La vanità è sempre presente come vedi. Gli artisti pensano che la loro opera sia sempre migliore degli altri. L’arte è un delirio narcisistico come altre discipline. Tutti vogliono salire sul podio ed essere i numeri uno. Ma non funziona cosi la realtà. In campo artistico ad esempio c’è tutto un sistema che difende i propri artisti con strategie economiche e cordate di investitori. Un discorso un po’ lungo da affrontare in questa sede e che diventa noioso ogni volta che lo faccio perché indispettisce gli artisti sapere che non è il talento ad essere pagato. Per quanto riguarda la carriera autodistruttiva credo che la persona che crea è nell’impossibilità di autodistruzione proprio perché crea qualcosa. Il suo atteggiamento è costruttivo. Costruire è per persone che hanno sete di conoscenza o sono curiose della vita, per persone che hanno deciso di costruirsene una sua senza accettare quella impacchettata e dettata da altri. L’artista non è uno che vomita del colore rosso su tela e ci vede il cosmo, o fa una scultura enorme di specchi e ci vede un pensiero astratto. Cazzate. Sono tutti malintesi, robe per borghesi annoiati senza levatura. Detesto lo stile e chi porta avanti sempre lo stesso lavoro. L’artista deve essere più lucido di uno scienziato, fare ricerca ammettendo che può anche sbagliare, mettersi in gioco e reinventarsi contro tutti e contro se stesso. Deve fecondare il cervello di riferimenti concettuali e strumenti culturali per dare spallate ai luoghi comuni, ai ben pensanti, ai critici incolti e mercenari, ecc. L’artista non crea solo delle domande come dicono molti ma da anche delle risposte acutissime che rivoluzionano il modo di vedere.

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    • Tank man 2_Silvio Giordano & Stefano Boring


    "Glamour Massacre": possiede un non so che di accattivante, pur trattandosi di dita mozzate con tanto di smalto illeso e il punitivo accessorio della sigaretta. Anche se è emblematico che i resti di un ideale massacro siano questi, ciò che mi ha suscitato l’interesse è ciò che c’è dietro, non gli effetti di una rivolta ma la rivolta stessa. Che tipo di ribellione hai concepito che possa fare da eco a quest’opera?

    Io adoro le immagini seduttive, che hanno qualcosa di erotico senza essere squallide. Alcune immagini devono risvegliare qualcosa che è sopito dentro di noi, devono affascinarci di bellezza folgorante con un messaggio forte. Insomma o si alza il tiro del discorso o rimaniamo in un’atmosfera stagnante e rarefatta. Comunque non esistono rivoluzioni. La gente cerca ideali per cui combattere negli stadi, la squadra di calcio è il credo da difendere ed l’unica argomentazione possibile. La gente nelle grandi città si raduna in flash-mob per motivi assurdi come i Silent Rave. Insieme e isolati. Mi sembra che la gente faccia a botte solo per accaparrarsi un i-phone 5 davanti a nuovi Applestore. Ci si vanta di oggetti superiori a loro. Sono in loro funzione e non viceversa. Dietro Glamour Massacre c’è questo messaggio, un luogo dove è avvenuto un massacro in città sviluppate e moderne. Glamour massacre è il documento visivo di una ribellione sterile fine a se stessa senza vincitori ma soprattutto senza emozioni. Sono sicuro e ipotizzo che un flash-mod sulla violenza di massa accadrà a breve. Tu dirai allora cosa si può fare ? Che rivoluzione bisogna compiere? Non lo so. Penso solo che l’unica rivoluzione possibile nei prossimi anni è riscoprirsi romantici.

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    • Glamour Massacre _Silvio Giordano

    Link Intervista

     
  12. BACKSTAGE _The Black Tortoise_Silvio Giordano 2012-

     

  13. Intervista Proiettile a Silvio Giordano- By Mauro Savino

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    Il tuo Water Monitor ha vinto il Romaeuropa WebFactory. Per il Water o per il Monitor?

    Per l’asciugacapelli. Ha vinto lui.

    Il premio è in gettoni d’oro: li userai per telefonare a Zio Paperone?

    Già fatto, l’ho convinto ad aprire una galleria d’arte. Gagosian tremerà.

    Cosa non è la videoarte?

    La noia.

    Digitale o ditale?

    Ditale. La parola digitale o l’era del cinema in digitale è anacronistica. Ha perso l’innovazione da tempo.

    Sei sempre consapevole di quello che fai?

    Faccio talmente finta di esserlo che finisco con il crederci davvero.

    Nomade o monade?

    Demone

    Mefistofele-Faust o Mefisto-Tex?

    Io propongo “Abaddon” che in ebraico sta per Perdizione. Abaddon il re dei Demoni o anche detto il re dell’esercito delle cavalette dell’apocalisse.

    Fai videoarte per vedere di nascosto l’effetto che fa o per pagarti il parrucchiere?

    Con la videoarte non ti paghi neanche le sigarette figuramoci un taglio di capelli.

    Produci opere che ti sopravviveranno: è una sfiga o una fortuna?

    Gli sfigati vivono per produrre opere che li renderanno immortali.
    La fortuna è sopravivere a se stessi.

    Monitor ‘sensibili’ e plastiche ‘viventi’: la compri buona o sei un visionario naturale?

    No, gli altri si fanno la roba buona e tutto sembra lisergicamente eccellente compreso i miei lavori. In pratica è tutto un malinteso.

    Artigiani e artisti.

    Molti artigiani aspirano ad essere artisti, moltissimi artisti non sanno d’essere solo artigiani.

    Artista e genio.

    La frase più abusata della mia generazione è “sei un genio”….basta avere una canon eos 550 e fotografare una donna nuda con un pesce saunguinante in mano e sei un genio. Ma cosa è il Genio se non colui che esaudisce i desideri del padrone? Un complimento che dovrebbe indignare.

    Leggi libri di biologia. Per masochismo o per capire i politici?

    Guardo solo le figure e mi riempio la bocca di parole come ermafroditismo sequenziale, cellule rabditogene, fibronectina ed eucarioti.

    Il gioco nell’arte.

    Giovanni Muciaccia.

    Il gioco nella vita.

    Non prendersi troppo sul serio.

    Lavori nella tua città e poi ti sposti. Come ti trovi con la Frecciarossa?

    I tempi in cui viaggiavo di nascosto nel cesso sono finiti per un’etica di fondo o per il mio super io invadente….ma visto quanto costa la freccia rossa è tempo che il passato ribelle torni a farmi visita in maniera autocratica.

    Quanto tempo impieghi per farti il pizzo?

    Il tempo di una intervista

    E per asciugarti i capelli?

    Ho la parrucca.

    E per i cappelli?

    Mai asciugato un cappello.

    Pilato o pelato?

    Barabba.

    Giuda.

    Guarda….stasera ferma qualcuno per strada è chiedigli il nome degli apostoli..non li ricorda nessuno. Giuda invece ha avuto la capacità di far associare in maniera eterna il suo nome a quello di Cristo. Nomini Gesù e nomini anche Giuda. Il suo nome fa coppia con un dio incarnato.

    L’arte e la società.

    Ferma qualcuno per strada e chiedigli chi è Jannis Kounnelis oppure Richard Prince, forse ti risponderà che è un cantante, e ti dirà con tono sprezzante che è anche frocio. L’arte e la società sono scollati, l’arte contemporanea è ancora un mondo piccolo e autoreferenziale.

    Dove compri gli occhiali?

    Li ho rubati al dottor Zivago

    Uccidi il fumo o il fumo uccide?

    Mi sembri Marzullo.

    L’imperfetto nell’arte.

    Tutta imperfetta. La matematica e il corpo umano si salvano.

    Trovi tuo figlio in bagno che si fuma un cannone ascoltando death metal.

    I figli replicano gli errori dei padri. Però gli direi “adesso esci, mi serve il bagno per farmi il pizzo”

    Trovi tua figlia in bagno che si masturba ascoltando death metal.

    “Ancora il Bagno occupato?? Dovrei asciugarmi i capelli”

    Trovi la tua donna in bagno che si masturba ascoltando Berlusconi.

    Prendo coscienza che il bagno è un luogo che porta in rovina.

    Bionde o more?

    Hai mai sentito parlare dei 7 enigmi matematici del millennio?? Beh io aggiungerei anche questo.

    E’ più grave l’eccesso di sebo o l’assenza di peli pubici?

    Sono appassionato di Entomologia e Psicologia la Dermocosmesi mi manca.

    Dio.

    È ovunque, dentro di te, fuori di te, basta che non si chiude in bagno anche lui.

    Vito Acconci.

    Davvero brillante in alcune sue interviste.

    Doug Aitken.

    Troppo cinema, troppe luci, troppi schermi.

    Gillian Wearing.

    Mi piace, adoro le indagini sociali e antropologiche nella videoarte.

    Gigi D’Alessio.

    Si dice che le urla di dolore di un uomo chiuso dentro la Vergine di Norimberga siano paragonabili solo alla voce di Gigi D’Alessio.

    Hitler Wojtyla. Bin Laden Obama. Come valuti il cambio?

    Non valuto e aspetto un cinese come Presidente degli Stati uniti e una donna come Papa.

    Prima o dopo?

    Il prima è storia, il dopo mi ha deluso. Non è mai esistito. Dov’è il futuro ipotizzato da Fritz Lang o dal Neuromante Gibson ??Dove la città di Blade runner? dove è questo futuro?? Esiste ancora l’infibulazione figuriamoci intelligenze sintetiche e macchine volanti. Morirò senza aver visto il futuro. Peccato.

    Ben cotta o morbida?

    Mai preso una cotta in maniera morbida. I miei innamoramenti sono rigidi.

    Birra o vino?

    Purchè si beva!!

    A che pensi quando lavori?

    Penso che se fossi una donna kamikaze mi rifarei il seno imbottito di nitroglicerina e non di silicone. Molto professionale non credi?
    L’ultima volta invece ho pensato di brevettare il Filo intercerebrale che è una specie di filo interdentale da passare tra le pieghe del cervello per togliere i residui/pensieri negativi.

    A che pensi quando arriva l’estratto conto?

    È stato contro.

    La musica.

    Non nei video.

    Dolcetto o scherzetto?

    Dolcetto altrimenti finisce a rissa con i bambini.

    Colore o calore?

    Clamore.

    Amico di una donna o la donna di un amico?

    Preferirei l’amica della donna del mio amico.

    Tu disegni e dipingi anche. Quando dormi?

    Vuoi saperlo davvero??…nella veglia faccio una cosa stranissima a tratti inquietante. Mi accarezzo inconsciamente le braccia e il torace. Non so, sembra che io mi prenda cura di me solo quando dormo.

    La tradizione orale è una forma di cultura o un’arte antica?

    Entrambe.

    Alla fine chi te la fa fare?

    Come già dissi una volta veniamo dal buio e torneremo nel buio senza risposte..ma in quel frangente di tempo chiamato vita pur qualcosa bisognerà fare prima che la mediocrità e la noia ci inghiottano nel loro buco nero.

    Intervista a cura di Mauro Savino del settembre 7, 2010

     
  14. Water Monitor * Silvio Giordano
    I
    nstallazione video di un idromonitor che reagisce agli impulsi esterni. Una metafora sullo spreco e surriscaldamento del pianeta. 
    Vincitore Roma Europa Web Factory 2010 - Premiato da Pio Baldi presidente Fondazione Museo MAXXI ROMA

    Videoart | Silvio Giordano  - Camera | Giuseppe Pupillo.

    (Source: vimeo.com)

     
     

  15. INTERVISTA A SILVIO GIORDANO – BY ART WAKE - ARIANNA CARCANO

    A: L’idea di morte, la diversità dell’Io, la malattia e la trasformazione genetica sono i tuoi temi principali. Vorrei sapere qualcosa di più sul tuo modo di affrontare il tema del doppio. L’uomo è rinchiuso nella gabbia di un corpo e deve lottare per un equilibrio interiore che a stento riesce a mantenere. L’instabilità è data dal fatto che in lui coesistono più personalità ben distinte ed in conflitto tra loro: bene e male, istinto e razionalità, desideri e paure, amore e odio. Un Ego troppo forte porta alla solitudine, ma una personalità troppo debole conduce alla sottomissione., entrambi infine causano sofferenza. Come spiegare o rappresentare tutto ciò tramite l’arte?

     Direi che l’uomo non è rinchiuso nel corpo. L’uomo è corpo. Il corpo non è qualcosa al di fuori di noi. Il nostro corpo non è un oggetto che guidiamo in maniera esterna. Quando moriremo con noi perirà sia il corpo che l’anima. Fine di tutto. Il resto sono leggende religiose dell’immortalità dell’anima per farci vivere sereni. Le paure sono umane, spesso però sono un’ottima scusa per non impegnarsi a cercare la felicità. Le paure, se accettate e affrontate sono risolutive per concretizzare un desiderio. L’Ego è una salvezza per me, in più la solitudine è un valore fondamentale per l’essere umano, se le persone godessero un po’ di più della propria solitudine, non vivrebbero continuamente il conflitto dell’essere per forza accettati dalla società. La solitudine ha nel tempo preso un’accezione negativa, va rivalutata. Per quanto riguarda il debole..direi che il debole emula la sicurezza e l’ego di altri, quindi ha dentro di se un forte ego non espresso. Non esiste un dittatore senza pecore, ma la pecora non è esentata dalla scelta. Ha scelto ciò che gli sembrava giusto, cioè essere un potenziale dittatore. “L’oppresso che accetta l’oppressione finisce per farsene complice.” (Victor Hugo)


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    • Goalgota. Football sculptures-Scultura in palloni di cuoio usati. 2.50 Cm .dettaglio_Silvio  Giordano


    A: La tua opera The Silver Mirror ci conduce ad esplorare i suoi simboli connaturati: il serpente, la mela e lo specchio, in un intrigante gioco di rimandi, quindi la ricerca volge l’attenzione alla vanità dell’uomo.
    Quanti di noi riescono a guardarsi nello specchio, percependo il proprio aspetto reale ed afferrando il proprio essere diviso, la propria caducità?

    S: Ho realizzato una scultura composta di rossetti, il ritratto di Grimilde fatto di Cosmetici, la scultura forse deperirà come deperisce la giovinezza ed il cervello. E’ giusto accettarlo e vivere sereni. Capisco però che  società contemporanea reagisce diversamente, cioè vuole essere immortale attraverso un Vacuo edonismo. Cogliere l’aspetto reale di sé, il conoscere se stesso, è una ricerca difficile per ognuno. Tutti si percepiscono in un modo, ma in realtà tutti noi veniamo percepiti diversamente da come ci immaginiamo, e  comunque nessuna percezione è sbagliata. Lo specchio è l’oggetto che rammenta la caducità di tutto ciò che nasce, invecchia e muore, è la crudeltà del tempo che asserisce il suo “memento mori”. Lo specchio è anche un faccia a faccia con se stessi, un artista dovrebbe impugnare lo specchio come Amleto con il teschio, e domandarsi “Sto facendo un lavoro che mi piace o sto facendo un lavoro che piace ai critici ed ai galleristi?” Quindi dipende da quanto si ama e rispetta la propria persona o quanto si vuol essere amati e riconosciuti. La prima ti fa sentire vivo. La seconda sei già morto.
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    • Grimilde. Lipstick Sculpture_Scultura in pasta di rossetto. Silvio Giordano( Foto Riccardo Molino)

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    • Grimilde. Lipstick Sculpture_Scultura in pasta di rossetto. Silvio Giordano( Foto Riccardo Molino)

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    • Rorschach Kiss I- Lipstick on Canvas-Labbra e rossetto su tela. 130x80 cm

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    • Rorschach Kiss II. Lipstick on Canvas_Labbra e rossetto su tela. 130x80 cm

    A: Come leghi il tuo lavoro al sociale? Esistono in esso riferimenti o suggerimenti sull’attuale vivere quotidiano?

    S: L’artista ha un potere. Può comunicare in spazi privati e pubblici. Non Sfrutto uno spazio per appendere un quadro al muro. Il mondo è pieno di inutile decorazione, di artisti che fanno opere ironiche al limite del ridicolo e vengono persino chiamati maestri, tutti sono artisti oramai, la democrazia ha portato a grandi malintesi. Io ho le mie idee sul mondo e voglio comunicarle.  L’arte non è solo intrattenimento. L’arte è più forte della politica, del cinema, della psicologia.

    L’arte ha una modalità di libertà. E la libertà per me, è la capacità di decidere avendo buone idee. Il mio scopo è creare una criticità negli altri. Non sempre si riesce, fa parte della ricerca anche sbagliare. Non  voglio escludermi dal mondo in cui vivo, che senso ha produrre arte se non lascio un mio messaggio sul pianeta terra? Io sono la società, e la società è me. Siamo intrinsecamente legati. Il mio pensiero vive attraverso quello degli altri. Io non esisto senza gli altri.
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    • Tank Man 2. Lambda on dibond 200 x 100 cm. Silvio Giordano e Stefano Boring

    A: In una intervista passata riveli il tuo motto: “Bisogna smettere di produrre capolavori, bisogna essere dei capolavori”. Nel decennale della scomparsa di Carmelo Bene, non possiamo che nominarlo e chiederti se anche tu lo trovi un genio dalla maschera perfetta, indossata sia sotto i riflettori che nella vita privata, o un artista di grandissimo talento, ma guidato da un Ego troppo forte che lo ha portato inevitabilmente a scontrarsi contro il mondo intero, privandolo della parte sentimentale e sensibile, o “buona”, della vita umana?

    S: Chi si scontra con il mondo non si nega la sua parte sentimentale anzi questo atteggiamento può solo far bene agli altri anche se risulta becero e scomodo. Carmelo alzava il tiro della discussione sempre, forse anche solo per vanità. Volete fare solo capolavori o volete esserlo voi? La sua dialettica era più capolavoro del suo teatro che spesso ho trovato noioso. É lui il capolavoro. Si è dipinto bene nel suo autoritratto. Lo scontro era una sua scelta, che io adoro. È molto facile dare un giudizio, più difficile affrontarlo, puoi startene seduto sul divano a criticare il mondo, ma nessuno ti sentirà, oppure decidi di esporti e ti assumi la responsabilità di quello che dici. Carmelo si esponeva, si contraddiceva, ma sentivi un uomo vivo…Lo sentivi.

    E poi come diceva Walt Whitman: “Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono vasto, contengo moltitudini”. Carmelo era una moltitudine di citazioni. Quindi altro che semplice ego o sicumera, in lui c’era levatura. Ma poi, chi non è egocentrico? Mi sembra che  l’Italia  abbia amato  un egocratico come Berlusconi per 20 anni. Quindi, bene le voci fuori dal coro per me. Meglio affrontare il mondo e dissociarsi, che vivere nell’ombra pieno di insicurezze. Le insicurezze portano a non sapere cosa vuoi e quindi ad essere plasmabile, ad essere il nulla. Io voglio essere il nulla solo in una bara quando sarà.
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    • My Room. Lambda on Dibond. 80 x 120 cm-Silvio Giordano

    A: Al giorno d’oggi molti sono i progetti artistici seri e validi che purtroppo non riescono ad ottenere la dovuta attenzione da parte di fondazioni, critici e media, un po’ per l’attuale sofferenza economica  un po’ per la chiusura del sistema artistico contemporaneo all’interno di una fitta rete di conoscenze e raccomandazioni.
    Pensi di essere arrivato qui grazie al tuo talento o grazie alla fortuna di aver incontrato e conquistato la persona giusta al momento giusto?

    S: Ma guarda pensandoci bene e mi includo anche io, gli artisti non sanno neanche come presentare il proprio lavoro, hanno difficoltà a strutturare una strategia. Si sa che iniziare la propria carriera con galleristi fuori da un contesto di élite è out, ma anche debuttare come artista in un circuito di tendenza lo è, non è detto che ci si riesca ad imporre nel mercato. Questi circuiti di élite propongono nuovi talenti, inizialmente sembra che scorra tutto liscio e che queste scoperte siano destinate a diventare delle star, ma poi scompaiono nel nulla. Scompaiono TUTTI. Qual’è  il motivo per cui non si spinge una annunciata promessa? Perché alla fine si incappa sempre in un fatto economico: prima si pretende un lavoro di forte contenuto, un lavoro concettuale, di pensiero e originale. Ma non sempre la pura concettualità va d’accordo con l’aspetto di mercato..e per imporre a livello internazionale un artista con tutte le sue velleità ci vuole sicuramente una strategia di marketing ….insomma una cordata di investitori competenti che scommettono sul tuo lavoro, ma come dicevo all’inizio faccio fatica ad immaginare che un artista oltre che ad essere bravo è anche in grado di essere un buon manager di successo.

    Non ho nulla contro il mio paese, anzi, a pensarci bene i più grandi collezionisti vivono in Italia, il problema è che comprano solo artisti stranieri alle aste internazionali. Capito? Insomma l’Italia è un punto di arrivo non un trampolino di lancio. L’ormai tramontata transavanguardia  ha avuto momenti di gloria, certo si tratta di Italiani, ma sono stati lanciati prima in Germania e in America e poi son tornati da eroi in Italia. Un giovane deve avere il coraggio di emigrare, certo, ma arrivare a New York dove ci sono 50.000 artisti in cerca di successo diventa una gara al massacro. Questo non mi scoraggia perché ho fiducia nei miei mezzi e in quello che posso realizzare in futuro, se penso a tutto questo ovviamente mi gira la testa. Io voglio concentrami su piccole cose che riesco a gestire, finche ne ho voglia  e la capacità economica. Cercherò più avanti di realizzare un capolavoro, se non succederà non darò certo la colpa al mio paese. 

    L’opera sicuramente più vale e più è bella.. ma questo non è assolutamente giusto. Un Van Gogh è arrivato a 12 milioni di dollari e Vincent, l’artista, non ha mai venduto un quadro in vita sua. Si sa di un quadro regalato all’amico dott. Gachet, ma la madre di quest’ultimo pensò bene di utilizzarlo per tappare la buca di un pollaio. Credo che il successo lo si possa raggiungere, ma è difficile mantenerlo. Non considero l’arte un lavoro, ma un lucido delirio narcisistico e la vera arte per me è riuscire a trascorre la proprio vita vivendo e facendo arte.
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    • Quetzalcoalt. Lambda on Dibond. 100 x 100 cm Silvio Giordano

    A: Cosa ne pensi dell’ultima trovata di Maurizio Cattelan? Prima muore per finta, poi va in pensione…probabilmente ancora per finta…cosa significano questi gesti secondo te?
    Una carenza di idee originali o un nuovo fare arte che vede per la prima volta l’artista sopravvivere alla fine della propria produzione ed assistere al successo delle proprie opere che normalmente segue la scomparsa dell’artista?

    S: E no, perdonami ma tu sei già vittima della sua strategia,  hai già definito quello che sarà..ma non credo a questa possibilità che tu definisci. Ci sono già stati nel passato eccellenti abbandoni come artisti, mi viene in mente Duchamp a 54 anni si è ritirato dedicando il suo tempo agli scacchi per DAVVERO. Altri ancora si sono ritirarti per la cattiva sorte: Raffaello Sanzio, Egon Schiele, Piero Manzoni ecc…


    Trovo molto intelligente che una persona faccia un percorso, nel corso della propria vita, di indagine per capire meglio il proprio tempo ed evolvere in altro. Trovare sempre della malizia e della strategia furba in tutto ciò che uno annuncia mi sembra riduttivo, credo che Maurizio sia sempre stato genuino e che da buon regista delle proprie idee abbia fatto del suo meglio.

    Se gli altri lo considerano una sorta di Roberto Benigni dell’arte, un burlone o un giullare di corte è sicuramente vittima di un grande malinteso. Maurizio si è sempre preso sul serio. È uno che ha fatto veramente la gavetta..le ha provate tutte..ci sono state gallerie che gli hanno dato picche come la Modenese Emilio Mazzoli che non l’ha voluto e poi il destino, invece, ha voluto che per una serie di motivazioni il tempo desse ragione all’atteggiamento di Maurizio e desse torto ad artisti di ottima fattura come Pancrazi. Trovo che l’opera totale di Maurizio Cattelan abbia pregi, difetti e ripensamenti. Come sai, Cattelan ha esposto una giovane donna in vestaglia bianca, appesa ad un crocefisso. L’opera è la riproduzione esatta di un’opera fotografica di Francesca Woodman (senza titolo del 77). Bene,  prima l’opera è stata fatta riprodurre da tecnici fedelmente alla foto di Francesca, installandola nella stessa posizione della foto (appesa frontalmente), ma nelle mostre successive la stessa scultura viene riproposta dentro una scatola per trasporti, di spalle. image

    Qui è evidente che si tratta della stessa opera.soggetta ad un RIPENSAMENTO. Che poi Francesco Bonami urli al capolavoro c’era da aspettarselo, la stessa Nike di Samotracia se avesse avuto la testa probabilmente non sarebbe diventata simbolo dell’iconografia d’oggi. Non voglio dire che i ripensamenti non vadano bene ma, come dicevo, ci sono pregi e difetti in ogni artista. Bene i pregi di Cattelan li conosciamo. C’è tutto uno stuolo di figliocci tra curatori e giornalisti che si butterebbero nel fuoco per lui..perchè in realtà vogliono salvare se stessi.

    Quello che Maurzio ha fatto è stato lavorare sull’ignoranza delle persone e sulla poca memoria storica. Insomma, basta un decennio e la gente rimuove e dimentica fatti, cronaca, storia ed anche certe provocazioni artistiche. Voglio dire, nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma. Nell’arte funziona così, quello che un giovane artista deve capire prima di tutto e che non deve inventare nulla, deve semplicemente rimpacchettare le idee degli altri del passato, questa capacità potrebbe dare un seguito alle ambizioni di un giovane artista contemporaneo. Si parla di Maurizio Cattelan copione..ma si sa benissimo da dove ha preso le sue immagini e le sue idee e credere che lui copia senza far capire che non ha copiato non è vero.. Lui fa capire benissimo da dove ha preso. Ma non è questo il punto, cioè copiare o non copiare. Quello che realmente conta è un sistema che difende e impone il tuo lavoro. Come diceva quel detto del successo.. prima di diventare ricco devi far diventare ricco altre 7 persone prima di te.

    Per concludere, credo che il lavoro di Cattelan, rispetto alle origini, si sia imbastardito nel tempo: il suo lavoro era la fuga dall’arte negando l’oggetto. Le lenzuola annodate che scendono dalla finestra, la buca nella galleria, la scritta “torno subito”, affittare lo spazio della biennale ad una marca di profumi è una FUGA. Ma entrando in un sistema protettivo ed economico più complesso, credo sia stato indirettamente obbligato a realizzare un OGGETTO, ed ecco allora centinai di animali imbalsamati e personaggi iperrealisti in scultura. L’artista vuole fuggire da una gabbia senza rendersi conto che vi si trova già di fatto. Forse la fuga di Cattelan dall’arte e dall’opera d’arte lo ha portato ad una metastasi delle idee: il ritiro è impossibile perché il successo e il consenso ti porta indirettamente in una sorta di loop creativo.

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    • The Message. 2011_ Real Pig Heads Installation_Installazione teste di maiale vere scudetti in legno_Silvio Giordano


    A: Un ultima domanda, l’arte è la tua vita o la tua vita è arte?
    Ciò che crei è una espressione/proiezione di un te stesso o una elaborazione della realtà esterna conseguente ad una cinica osservazione fatta da un angolo recondito?

    S: Io disegno da quando ne ho memoria. Cioè da bambino. Un po è proiezione un po è espressione. Con il tempo osservi sempre più attentamente le cose e diventi sempre più cinico, ma io non lo sono. Forse è la sensibilità per gli altri che ti porta ad esserlo, fattosta che più osservi, più sai che ad un certo punto puoi anche cambiare strada e cambiare strada significa anche sparire per sempre. In tutti i sensi.

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    • Dope your Food. 2012_Lambda on dibond 100x100 cm_ Silvio Giordano

    A: Progetti in corso? Quali saranno i prossimi appuntamenti da non perdere per vedere le sue creazioni?

    S: Una mostra al museo della scienza e della tecnica a Milano dal titolo Sport Your Food. Sono in coppia con Lorenzo Cogo un amico,  nonché giovanissimo cuoco italiano in ascesa. Abbiamo sperimentato un piatto nuovo, un alimento che sostituisce l’effetto negativo del doping. Insomma un doping legale. Lo mangi e puoi correre i 110 metri senza subire conseguenze, una possibile rivoluzione dell’alimentazione.
    Vi aspetto a cena quindi.
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    • Silvio Giordano. Portrait_ FotoRitratto